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Premio della giuria ecumenica




premio della giuria ecumenica

«Quest'anno le argomentazioni del premio sono state abbastanza essenziali.
Motivazioni un po' generali.
Ceylan e i fratelli Dardenne premiati ex aequo con il Grand Prix della Giuria.
E poi il cinema è sempre stato un'occasione di dialogo, di discussione, di riflessione in seno alle chiese.
Di seguito, tutti i vincitori delle varie sezioni di questa 64esima edizione del festival della Croisette: concorso, palma dOro (miglior film The Tree of Life, di Terrence Malick.Footnote (migliore sceneggiatura) e, drive (migliore regia al danese, nicolas Winding Ref, che soffia il premio.Il film ungherese, selezionato nel concorso, è uno dei più gettonati per i riconoscimenti che verranno assegnati domani dalla giuria capitanata dai fratelli Coen.Questa la motivazione della giuria composta da Barbara Lorey de Lacharriere (presidente Chiara Fortuna, Pasteur Andrew Johnston, Marie-Nicole Courboules, Jolyon Mitchell e Johathan Guibault che ha assegnato al regista italiano il premio ecumenico, ovvero il riconoscimento alle qualità umane che toccano la dimensione spirituale dell'esistenza.Qual è il senso di avere una giuria ecumenica a un festival del cinema internazionale?



Le Havre di, kaurismaki adorato dai critici di mezzo mondo che si è aggiudicato il premio, fipresci dei critici appunto, a, il Ragazzo con la Bicicletta dei.
La giuria ha anche un fotografo ufficiale che partecipa premio lazialità 27 novembre a tutti i photocall del festival, che siano momenti di red carpet o insieme alle troupe dei film.
Miglior Regia sperando sia un trampolino di lancio per un regista molto interessante,.«Quest'anno nell'insieme dei film presentati, in particolare nella selezione ufficiale, ho potuto constatare il bisogno di riflettere e di evocare le difficoltà delle relazioni umane, quelle famigliari e e di coppia.Masaan di Neeraj Ghaywan e a, la Patota (Paulina) di Santiago Mitre.Il pastore Paolo Morlacchetti da otto anni partecipa al festival del cinema come membro del comitato di accoglienza, compito affidato alla comunità cattolica e a quella protestante di Cannes.Sorpresa piacevole invece il premio per la melanconica Kirsten Dunst che nonostante le polemiche al regista del film ha vinto un premio per lei ambitissimo.Habemus Papam di, nanni Moretti, e soprattutto, this Must Be the Place, primo film americano di, paolo Sorrentino, questultimo molto applaudito nonché già premiato dalla critica ecumenica, e per il quale già si pensava ad un premio anche per il protagonista Sean Penn, che però.Anche qui è presente lo stand della giuria ecumenica che partecipa alla vita del festival dal 1974.Jean Dojardin nel muto di, hazanavicius.Halt auf freier Strecke di Andreas Dresen e, arirang, diretto dal sud-coreano Kim Ki-Duk, mentre il premio Camera dOr, è stato assegnato.



Un luogo nel quale i tecnici aggiornano in tempo reale il sito e dove lavorano i redattori: si tratta di cinefili cristiani che fanno parte dell'associazione protestante Profil, Interfilm o dell'associazione cattolica Signis.
Miglior regia: Nicolas Winding Refn (Drive) Miglior sceneggiatura: Footnote, di Joseph Cedar Miglior attrice: Kirsten Dunst (Melancholia) Miglior attore: Jean Dujardin (The Artist) Premio della Giuria: Polisse, di Maiwenn Le Besco sezione cortometraggi Palma dOro (migliore cortometraggio Cross-Country, di Maryna Vroda Premio della Giuria (sezione.

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